
Seguendo le vecchie scale in pietra di un palazzo settecentessco nel centro storico di Roma, si abbandona la luce naturale per giungere in un cunicolo sotterraneo. E' uno scantinato ma pare di stare in una catacomba. Lì, pochi metri sotto il livello della strada, il rumore della Roma caotica si attenua fino a scomparire. Ci si muove nel buio guidatati dal fascio di luce di una torcia elettrica. Generazioni di ragnatele lasciano intravedere ogni sorta di roba, accatastata là sotto chissà da quando e chissà da chi: macerie, strani cucchiai lavorati, pale, piatti rotti, lampadari di inizio novecento e....
Sepolta da altre cianfrusaglie trovo anche questa vecchia macchina da scrivere arrugginita che starebbe tanto bene in una spy story degli anni '50.
E' coperta di polvere, manca il carrello superiore (quello che faceva scorrere la carta..) ed i tasti sono diventati la tana per un grosso ragno nero.
E' un rottame, ma mi affascina. Non resisto alla tentazione di riportarla in superficie con me, insieme a tante domande alle quali difficilmente avrò risposta: come ci sarà finita là sotto? Chi ci avrà scritto e soprattutto... che cosa?
Per quel che ne so potrebbe essere stata la macchina da scrivere di Hamingway o di Kerouac, incredibilmente riapparsa in questo scantinato romano.
Cerco di trovare il nome del modello scritto da qualche parte. Non lo trovo. Frontalmente c'è scritta soltanto la marca: Oliver. Provo a fare delle ricerche su internet per arrivare almeno all'anno di fabbricazione ma non concludo niente. Scopro però che è una macchina da scrivere di fabbricazione americana, costruita dalla Oliver Typewriter Co. di Chicago.

Il mistero si infittisce...
Decido: voglio restaurarla! Sì, ma come? Bè magari non un restauro accurato... magari solo qualcosa che la renda gradevole alla vista per essere usata come soprammobile.
Credo diventerà uno dei miei hobby.
Vi terrò aggiornati.















