
Vecchie macchine scrivere e da cucire, bilance arrugginite, pentole di rame, elmetti militari, portaombrelli, chiavi, viti, lucchetti, chiodi...
Ognuna di queste cose è apparteneva a qualcuno.
E' stata fabbricata, comprata, usata, accatastata in una cantina o peggio buttata. Poi è finita nuovamente in vendita nei mercatini di Roma e provincia.
Spesso bastano pochi euro per redare a questi oggetti una nuova vita.

C'è anche una vecchia foto in bianco e nero. E' poggiata in una cassetta rossa, come quelle che si usano al mercato per esporre le mele.
Mi chiedo chi erano quelle persone. Me li immagino del sud, calabresi, perchè lei ha qualcosa delle sorelle di mio nonno che erano di giù. La madre o la nonna del bambino vestito da uomo? Chissà.
Lui è una roccia. Avrà lavorato come bracciante nel suo paese, e magari in quel momento sognava il posto fisso alla Falck o alla Marelli.
Prima però, una festa. Con i vestiti migliori. Si intravedono delle statue dietro di loro.
La cosa sicura è che sorridono. Sembrano felici.
Ma tutto passa.
E tutto si dimentica.















